Villa Capriglio

I lavori di costruzione di questa villa liberty iniziarono nei primi anni del 1.700, mentre era ancora in costruzione fu venduta nel 1.746 a Giovanni Paolo Melina di Capriglio che portò a termine i lavori di costruzione completati nel 1.761.

La villa fu una delle tante residenze nobiliari presenti nei dintorni di Torino, location di balli e feste lussuose. Si narra che anche alcuni membri dei Savoia partecipassero alle feste organizzate dai padroni di casa. La  villa rimase di proprietà della famiglia Capriglio solo fino al 1.773, anno in cui morì l’ultimo discendente della famiglia.

La villa diventa di proprietà del demanio, viene poi acquistata dalla famiglia Cattaneo che la tiene per circa cento anni per poi restituirla al comune di Torino nel 1.963.

A partire da questo momento la villa conosce la decadenza ed aumentano i racconti che etichettano questo luogo come la ‘villa del demonio’. Si racconta che nei sotterranei della villa siano stati scavati dei cunicoli dove vengono compiute messe nere e rituali satanici.

Una delle storie più famose e misteriose tramandata nel corso degli anni narra che nelle fredde notti di inverno, durante il plenilunio la villa venga inghiottita da una nebbia misteriosa e sparisca nel nulla per poi ritornare solo al mattino seguente.

Durante gli anni settanta la villa fu oggetto di importanti lavori di ristrutturazione che terminarono bruscamente lasciando l’immobile all’abbandono.

La villa verso gli inizi del 2.000 fu gestita da un’associazione culturale per poi essere nuovamente abbandonata: diventa il parco giochi dei vandali e balordi, sono stati trovati anche giacigli e bivacchi di senza tetto, ma mai nessuno ha occupato stabilmente in modo abusivo l’immobile.

Da alcuni mesi l’immobile è stato messo in vendita, questa splendida villa settecentesca con il suo parco immerso nella collina sicuramente riceverà numerose offerte. Chissà se il compratore verrà spaventato dal passato oscuro della villa o dai lavori di ristrutturazione necessari per restituire alla villa il suo vecchio splendore.

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