Torre Cives e la leggenda di Gussen

Ninfa delle acque

Una antica leggenda parla di un amore tra due giovani, una prova da superare, creature incantate e un potente mago che fece scomparire un intero lago: questa è la storia di Torre Cives.

A pochi chilometri da Torino nella zona del  Canavese ai piedi dell’incantevole Valchiusella si trova la Riserva Naturale dei Monti Pelati e Torre Cives. La location è facilmente raggiungibile in auto e per salire in cima al monte, dove si staglia la Torre Cives, è necessario camminare per circa dieci minuti lungo un sentiero ben tracciato.

La torre veniva utilizzata come avamposto di guardia e venne costruita nel XII secolo,  dalla sommità del suo monte (Monte Cives 581m) si può godere di un magnifico panorama. Ci sono alcuni elementi che testimoniano la presenza dei romani nella zona la più importante è rappresentata dal ritrovamento di alcune monete d’oro di epoca bizzantina chiamate “Tesoretto di Torre Cives” oggi custodite nel mueso archeologico di Torino.

Secondo una leggenda antica, tramandata a voce dai valligiani della Valchiusella, un tempo l’intera vallata era sommersa dalle acque (il lago di Chy) a causa di una diga naturale che ostruiva il flusso del torrente Chiusella. Durante lo scioglimento delle nevi il lago si ingrossava andando a sommergere buona parte del territorio.

La leggenda di Gussen

Gussen era il figlio del conte di Vidracco, il giovane andava spesso a pescare insieme agli amici lungo le sponde del Chiusella. Un giorno il giovane vide dalla parte opposta del fiume una bellissima fanciulla che passeggiava. Si trattava di Ardissona la giovane e bella figlia del conte di Chy che abitava in un castello li vicino (il castello d’Aronduello in parte distrutto dai Tuchini nel 1.300).

Subito tra i due giovani arse la fiamma dell’amore, ma il padre della bella Ardissona, che non voleva dare in moglie la sua figlia disse al giovane Gussen che avrebbe potuto sposare la sua amata solo se avesse rimosso il gigantesco masso che ostruiva le acque del Chiusella. Il giovane Gussen provò disperato a compiere l’impresa, ma nessun mezzo o strumento era tanto potente da rimuovere quella diga naturale.

I due giovani erano disperati per quell’amore impossibile: la bella Ardissona dimagriva a vista d’occhio per il dolore, ma il padre era irremovibile. Fino a che un giorno una ninfa delle acque commossa dalle lacrime versate dai due giovani comparve trasformata da contadina al giovane Gussen e parlando con lui gli suggerì di andare a chiedere aiuto al re dei maghi che abitava presso le “guie” di Garavot nel paese di Alice Superiore.

Gussen trovò il re dei maghi ed espose il suo problema, il mago già a conoscenza di tutta la storia e del dolore sofferto dai due giovani promise un intervento risolutivo. Il giorno dopo al levar del sole il mago convocò i folletti, le masche, le ninfe dei boschi e le fate.

A tutti costoro ordinò: “La prima notte di plenilunio a mezzanotte esatta ordino che, con tutta la forza dei vostri poteri magici, usando le antiche formule che avete imparato nei corsi di magia applicata, facciate crollare la diga che chiude il Chiusella, affinché l’acqua defluisca a valle. Non sono ammesse defezioni né scuse di qualsiasi tipo .Chi non ricorda le formule vada a ripassarle nel libro degli arcani. Il merito della vostra impresa deve però essere attribuito a Gussen.  Filate via adesso.

Qualche giorno dopo la ninfa delle acque, nuovamente travestita da contadinella, apparve a Gussen e gli consegnò una bacchetta magica. “Questa te la consegna il re dei maghi” disse “La prima notte di plenilunio a mezzanotte tocca con questa il masso più grosso della diga. Buona fortuna!“.

Il giovane capì e fece quanto gli fu detto: appena toccò il masso durante il primo plenilunio un boato spaventoso squassò tutta la vallata, giganteschi massi rotoralono via lasciando spazio ad una gigantesca buca chiamata  poi guia o forra di Gussen. Al mattino dopo i valligiani, che non avevano chiuso occhio per il frastuono dei massi e dell’acqua che defluiva impetuosa, poterono vedere il torrente che defluiva placidamente.

Subito Gussen andò al castello di Chy per chiedere la mano della sua amata, che gli fu concessa senza opposizioni. I due si sposarono e celebrarono un grande matrimonio. I due sposi per ringraziare i folletti, le masche, le ninfe e le fate fecerò erigere in loro onore la torre sul monte Cives.

Ancora oggi si narra che nelle notti di plenilunio gli uomini ed in bambini di buon cuore possono vedere aggirarsi nei pressi della torre gli esseri misteriosi che aiutarono i due giovani innamorati.

 

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