Il drago del lago Gerundo

Si suppone che il lago o mare Gerundo fosse una vasta distesa d’acqua stagnante e paludosa situata in Lombardia racchiuso tra quelli che oggi chiamiano fiume Adda e fiume Serio.

Non esistono fonti storiche che documentino questo misterioso specchio d’acqua. Il lago, infatti, è conosciuto grazie alla tradizione orale, ma secondo i dati geologici sembra che esso sia realmente esistito in età preistorica.

Disegno del Drago Tarantasio realizzato da Ulisse Aldrovandi  (Immagine by Wikipedia)

 

Le leggende popolari narrano che nelle acque del lago vivesse un drago.

Conosciuto con il nome di Tarantasio, questo dragone è presente in molte leggende in cui si narra che si cibasse di bambini, fracassasse le barche e ammorbasse l’aria con il suo fiato pestilenziale causando una malattia nota come febbre gialla.

La leggenda narra che il drago fosse nato dalle carni putrefatte del condottiero Ezzellino III da Romano, morto proprio in quelle terre.

Ezzellino III da Romano by Wikipedia
Ezzellino III da Romano  (Immagine by Wikipedia)

Condottieto tanto austuto e valoroso quanto spietato e crudele, si macchiò di atti di efferata violenza al punto che i posteri gli attribuirono l’appellativo di “feroce” e “terribile”. Venne accusato di efferatezze ed eresia e nel 1254 fu scomunicato da papa Alessandro IX.

Le leggende sulla morte del drago sono numerose: alcune attribuiscono che la sconfitta del drago e la bonifica del lago sia stata opera di San Cristoforo, altre attribuiscono il merito a Federico Barbarossa mentre un’altra attribuisce l’uccisione del drago al capostipite dei Visconti.

(Imagine by Wikipedia)

Lo stemma della famiglia dei Visconti: secondo una leggenda sarebbe il drago Tarantasio con un bambino in bocca.

Il capostipite della famiglia dopo aver sconfitto la creatura del lago Gerundio avrebbe addottato l’immagine  del drago come stemma per il suo casato.

A testimonianza dell’esistenza del drago rimane il nome di una frazione di Cassano d’Adda, chiamata appunto Taranta.

Secondo la leggenda la “tomba” del drago sarebbe situata sull’isolotto degli Achilli in mezzo al fiume Adda nei pressi di Lodi.

Un altra versione attribuisce a San Giorgio la sconfitta del drago ed a testimonianza di questa impresa ci sono due santuari che addirittura custodiscono come reliquie delle costole del drago.

Se questa storia vi ha incuriosito ad Almenno San Salvatore potete visitare la chiesa di San Giorgio. In uno degli affreschi di questa piccola chiesa romanica possiamo vedere la reffigurazione della vittoria di San Giorgio contro il drago.

San GIorgio che sconfigge il drago (Image by wikipedia)

Ma decisamente più affascinante è la costola di drago appesa in mezzo alla navata centrale, un gigantesco osso di origine sconosciuta che la leggenda vuole essere una delle costole del drago ucciso da San Giorgio.

Costola del drago nella chiesa di San Giorgio

A pochi chilometri di distanza abbiamo un’altra fantastica testimonianza,  nel santuario di Paladina è custodita un’altra costola del drago.

Costola del drago nel santuario di Paladina

Il Santuario della Natività della Beata Vergine Maria in Sombreno si trova nel comune di Paladina e si trova a poca distanza dalla chiesa di San Giorgio: entrambe le destinazioni possono essere visitate in giornata, un’ottima idea per chi volesse fare una gita all’insegna del mistero.

 

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